mercoledì 8 ottobre 2014

On the road






pastello su carta
41 x 26 cm


pastello su carta
45 x 28

Pastello che bello




La prima difficoltà che ho incontrato (e che ancora affronto giornalmente) nel dedicarmi all'arte del pastello è proprio quella di creare una tavolozza. Bisogna premettere innanzitutto che, a differenza dei colori tradizionali (olio, acquerelli), con i pastelli non sono possibili le mescolanze. Pertanto le varie sfumature e gradazioni di colore si ottengono solo acquistando le singole tonalità. Le case produttrici si sono così sbizzarrite nel creare cataloghi con una infinità di colori, in modo da soddisfare tutte le esigenze. I pastellisti professionisti usano grandi quantità di pastelli. Richard McKinley, ad esempio, per i lavori en plein air usa box di c.a 250 pastelli, mentre in studio di c.a 600!


Nel post del 6 ottobre  ho raccontato come intendo procedere per creare una tavolozza personalizzata, senza buttare via soldi inutilmente. Ma non è facile.

Molte case produttrici, infatti, spesso e volentieri non usano le terminologie classiche, ma sono particolarmente fantasiose nella denominazione dei colori. Dizioni come Terra di siena bruciata, bruno va dick, blu oltremare ecc... sono per lo più sconosciute.
Volete un esempio?
Ecco come compaiono le tonalità blu/ azzurro nel catalogo della Unison:

Blue violet 1-18 e blu green 1-18. Trentasei tonalità in tutto, senza contare il turchese e i blu contenuti nei cosiddetti additional colors!

Un bel rompicapo. Potrei estendere l'esempio ad una molteplicità di sfumature senza mai imbattermi in una "blu cobalto", in un "blu ceruleo" o in un "giallo limone", e così via.
Ma non mi scoraggio. Anzi ho adottato la Unison come mia marca di riferimento per i miei lavori, insieme alla Blockx (di cui parlerò tra poco). La Unison, infatti, risente moltissimo di una impronta anglosassone. I colori sono quelli della campagna inglese, Tonalità armonicamente aderenti a quel tipo di paesaggio nordico, che è molto congeniale alla mia sensibilità e amore verso quegli ambienti cui sono particolarmente attratto.

E i  nostri colori, quelli mediterranei? Non possono comunque mancare in una tavolozza completa: i rossi decisi, i gialli accesi, le terre rosseggianti, i blu e verdi del mare, i riflessi dei nostri laghi, la luce delle nostre albe e tramonti. No, No, ci vogliono assolutamente. Nel mio peregrinate nel mondo del pastello ho trovato una casa produttrice che mi consente di soddisfare queste esigenze. La Blockx, appunto. In questo caso il catalogo è molto più limitato, si fa per dire, 210 sticks ben assortiti. Sono colori luminosissimi e soffici, e di costo contenuto! Scorrendo il catalogo ritrovo i miei gialli limone, i verdi oliva, i blu oltremare, i rossi, i bruni van dick... che sollievo!

Eccone una visione d'insieme:




E così, la mia avventura in questo nuovo mondo continua, sempre con curiosità e una gran voglia di nuove esperienze.
Un caro saluto a tutti.





lunedì 6 ottobre 2014

Album



 Ho osservato che anche i grandi professionisti del pennello o del pastello raramente improvvisano. Quello che sembra frutto solo di liberà espressiva e improvvisazione, spesso è il frutto di un meticoloso lavoro preventivo. Molti usano realizzare schizzi, sia per studiare la composizione, sia per verificare le giuste tonalità dell'opera. E' un insegnamento che viene da lontano. Nei manuali ottocenteschi di acquerello un'attenzione particolare veniva assegnata alla composizione, alla prospettiva e al tono generale nei rapporti di grigi o seppia. Infatti gli allievi venivano introdotti ai colori gradualmente, iniziando dal monocromatismo.

Ho sentito quindi l'esigenza di tenere un piccolo album di schizzi, prima di cimentarmi con il disegno e la pittura vera e propria. C'è anche un motivo economico. Con il pastello i costi tendono ad aumentare rispetto al''acquerello, perchè  i pastelli si consumano rapidamente e possono avere costi proibitivi, fino a 4/5 euro ciascuno. Devo quindi affrontare il disegno e il colore avendo ben chiare le idee. Sono scarabocchi a matita e bistro, e vengono anche indicati, con le loro sigle, i principali colori usati. Ciò, credo, mi consentirà di individuare i pigmenti più usati e creare quindi la mia tavolozza, evitando di acquistare pastelli inutili e risparmiando denaro. Infatti nel pastello, la tavolozza è formata dai singoli pezzi e non è possibile mescolare i colori. Per ogni colore, ad esempio il blu, occorre avere una serie di sfumature diverse, con diverse gradazioni dalle tonalità più chiare a quelle  più scure. Purtroppo, al'inizio, devo procedere un po' a caso, tanto più che le tonalità di colore delle diverse case produttrici, così come compaiono nei cataloghi, non rispettano mai minimamente quelle reali. E' un lavoro complesso, ma anche esaltante. A regime dovrei ottenere una buona e personalissima tavolozza (almeno spero)

















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